Imprese familiari, alla Luiss un forum su passaggio tra generazioni e crescita - Il Sole 24 ORE

In Italia l’80,9% delle imprese con almeno tre addetti è controllato da una famiglia e oltre 314 mila titolari d’impresa hanno più di settant’anni. In un Paese in cui la longevità delle persone è un dato demografico in crescita, la continuità d’impresa deve diventare un vero e proprio progetto. La successione si intreccia infatti con quattro grandi pressioni già in atto: la gestione delle nuove generazioni, l'adozione consapevole della tecnologia come l'AI, l'apertura al capitale privato e le opportunità offerte dal nuovo quadro fiscale e normativo.Leggi l'articolo completo su stream24.ilsole24ore.com
Il passaggio generazionale non è un evento discreto, ma un processo di trasformazione culturale profondo che mette a nudo gli assunti taciti di una famiglia imprenditoriale. Analizzando l'articolo attraverso il framework di Schein, emerge come il conflitto spesso non risieda negli artefatti (statuti o patti di famiglia), ma nel GAP tra i valori dichiarati di crescita e gli assunti taciti di controllo assoluto che i fondatori faticano a cedere. Con oltre il 10% dei titolari d'azienda sopra i settant'anni, la continuità diventa una sfida di evoluzione della leadership: non si tratta solo di trasmettere quote, ma di integrare l'intelligenza umana esperienziale della vecchia guardia con la propensione tecnologica (AI) e l'apertura ai capitali delle nuove leve.
Per un leader d'azienda, questo significa passare dall'Elaboration della strategia alla gestione dell'Elicitation delle paure sottostanti al cambiamento. Il rischio è che la longevità biologica del leader diventi rigidità organizzativa. GapEvo suggerisce che la continuità debba essere gestita come un 'Injection' di nuove competenze gestionali e culturali, bilanciando la salvaguardia del patrimonio affettivo con l'esigenza di una governance professionale. L'integrazione tra umano e artificiale diventa qui un facilitatore: l'AI può supportare il decision-making basato sui dati, riducendo il peso dei bias familiari e oggettivando il valore del passaggio, trasformandolo da trauma a progetto strategico di lungo termine.



