(PDF) ORGANIZATIONAL CULTURE PRACTICES IN CHINESE STATE-OWNED ENTERPRISES: A SYSTEMATIC LITERATURE REVIEW
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ResearchGate
This study examines the dominant organizational culture practices that characterize Chinese state-owned enterprises (SOEs). The review identifies four interconnected cultural patterns: hierarchical authority, collectivist and relational norms, political–ideological influence, and constrained innovation. The findings show that hierarchy and bureaucracy provide structural stability but restrict flexibility and bottom-up involvement, while collectivism and guanxi reinforce group cohesion and trust yet encourage relational dependence over merit-based processes.Leggi l'articolo completo su researchgate.net
L'analisi delle imprese statali cinesi (SOEs) offre un caso studio estremo ma illuminante per ogni leader impegnato nella trasformazione culturale. L'articolo decostruisce come la cultura non sia un elemento astratto, ma un sistema di forze interconnesse che determinano il successo o il fallimento della strategia. Utilizzando la lente di Schein, possiamo vedere come gli 'assunti taciti' legati all'autorità gerarchica e al guanxi (relazioni personali) influenzino direttamente gli 'artefatti' operativi, creando una stabilità strutturale che però soffoca l'innovazione dal basso.
Per un'organizzazione moderna, il punto critico evidenziato è il GAP tra la necessità di innovazione generativa e la realtà di un'innovazione 'diretta' e incrementale. Se la leadership si limita a una 'Injection' di nuovi processi tecnologici (AI inclusa) senza aver prima effettuato una 'Elicitation' profonda dei valori politici e collettivisti sottostanti, il risultato sarà una resistenza invisibile ma insuperabile. Il commento GapEvo sottolinea che il modello cinese esaspera un problema comune a molte grandi aziende europee: l'illusione che la gerarchia garantisca il controllo, quando in realtà essa spesso produce solo conformismo, riducendo la capacità dell'intelligenza umana di esprimere creatività. Il leader deve comprendere che la trasformazione culturale richiede di agire sui nodi relazionali, trasformando il collettivismo da vincolo di dipendenza a motore di collaborazione meritocratica.



